“Morte della Vergine” di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio

“Morte della Vergine” di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio è un olio su tela realizzato intorno al 1606. Attualmente è conservato al Louvre di Parigi.

Il dipinto fu rifiutato dai committenti, la famiglia Lelmi, che nella loro intenzione volevano collocarla nella chiesa di Santa Maria della Scala a Roma a decorare la cappella. Venne successivamente invece acquistata dal Duca di Mantova, su segnalazione di Rubens.

 

Il rifiuto dell’opera avvenne perché Caravaggio dipinse la Madonna priva della classica iconografia che voleva come tributo mistico la presenza degli gli angeli e dell’ascensione in cielo della Vergine.

Il dipinto inoltre fece scalpore e scandalo poiché si sospettò che Caravaggio utilizzò una prostituta come modello per ritrarre la Vergine. In questo caso la donna era stata tratta morta dal Tevere, per questo motivo il ventre risulta un po’ gonfio. Anche la postura è inedita rispetto ai dipinti dall’epoca. Il volto risulta giallognolo, il braccio abbandonato in forma un po’ scomposta ed i piedi sono nudi fino alla caviglia.

L’ambiente a contorno sottolinea la diversità rappresentativa di questo dipinto rispetto a tutte le altre Madonne mai prima dipinte, esso infatti è dimesso ed il corpo esanime della Vergine è posto su un tavolaccio. La Maddalena, ritratta in primo piano, piangente con la testa tra le mani, è vestita con semplici vesti e seduta su una sedia rustica. Simbolica la posizione complessiva dei protagonisti della scena che tra gli Apostoli, dinnanzi al feretro, ed il corpo con il braccio della Vergine, formano una croce.

Le cromie scelte dal Carvaggio sono scure con toni d’ombra o mezz’ombra, l’unica fonte ad illuminare il dipinto è data dal rosso della veste di Maria ed il drappo in alto del soffitto.

Ester M. Campese

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