L’arte tra Secession e Bella Epoque di Josef Maria Auchentaller.

di Riccardo Bramante

Per molto tempo dimenticato e riscoperto solo recentemente, Josef Maria Auchentaller nato a Vienna nel 1865 si è formato alla “Akademie der bildenden Kuenste” dove si è perfezionato nelle tecniche della pittura, grafica ed incisione.

Trasferitosi a Monaco di Baviera collabora alla rivista “Jugend” (gioventù) e, tornato a Vienna, si trova coinvolto nel progetto artistico, per quei tempi rivoluzionario, della “Secession” pubblicando su “Ver Sacrum”, organo ufficiale del movimento fondato da Klimt e Kurzweil, disegni di cornici, illustrazioni e xilografie che affiancavano armonicamente articoli di critica d’arte e poesie ospitate dagli editori.

E’ infatti il mondo affascinante della grafica e del disegno quello che in questo periodo soprattutto impegna Auchentaller attraverso lavori eseguiti secondo la tecnica della cosiddetta “Flaechenkunst” o arte piatta che ben rendeva i gusti allora imperanti della “belle epoque”.

Ad evidenziare gli stretti collegamenti con la “Secession” vi sono ben 12 manifesti da lui realizzati per le 23 mostre organizzate dal movimento tra il 1898 e il 1905 in cui, accanto ad una grafica fortemente innovativa che coglie i principi di essenzialità ed astrazione propri della grafica viennese, emergono spesso tratti di chiara ispirazione dell’arte giapponese allora tanto di moda.

Ma l’arte di Auchentaller è a tutto campo e si esplica anche attraverso la creazione di mirabili serie di bijoux e portagioie decorate con figure femminili, create soprattutto per la ditta del suocero Georg Adam Scheid, in cui i colori morbidi e tenui ben si adattano all’uso che veniva fatto allora dalle dame dell’alta società dell’Impero Asburgico.

Colpito dalla luce e dal panorama che offriva il Veneto, ancora facente parte dell’Impero, nel 1901 l’artista si trasferisce a Grado, cittadina fino ad allora semisconosciuta della costa adriatica, dando il via allo sviluppo turistico della località che diviene in breve tempo un punto di riferimento per l’alta borghesia viennese.

La nuova dimora ha una decisiva influenza anche sulla sua ispirazione artistica che si orienta verso la pittura ad olio con una particolare attenzione alla ritrattistica ed ai paesaggi. Nonostante si sia ormai allontanato dai fondatori e dallo stile della “Secession” Auchentaller è molto richiesto dai suoi connazionali che gli commissionano ritratti personali dopo il successo che aveva avuto con il ritratto della moglie Emma.

Nonostante il successo e la fama conseguiti, tristi sono gli ultimi anni di Auchentaller, punteggiati dalla morte della moglie e della figlia, fino alla sua stessa morte avvenuta nel 1949 a Grado dove era tornato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

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