Francesco Primaticcio dipinse la storia di Ulisse e Penelope – derivazione greca di anitra.

di Ester M. Campese

Tra le belle storie mitologiche, forse la più famosa è quella di Ulisse e Penelope narrata da Omero nell’Odissea. Penelope attese per vent’anni anni Ulisse, partito per la guerra di Troia. Penelope, minacciata dai proci, si vide costretta a promettere di contrarre nuovo matrimonio al completamento del sudario per Laerte. Tessendo la tela però, astutamente nottetempo la disfaceva prendendo così del tempo, sentendo in cuor suo, il fedele ritorno di Ulisse, suo marito, cosa che poi effettivamente avvenne.
Per tale ragione Penelope divenne figura simbolica dell’astuzia femminile nonché di fedeltà.
Il nome Penelope deriva dal termine greco ….anitra, animali spesso presenti nella vita domestica ellenica, e per questo simbolo di abbondanza e dea protettrice, frequente anche raffigurata nelle antiche coppe e nei sepolcri.

L’opera scelta, che rappresenta Ulisse e Penelope è di Francesco Primaticcio, detto Il Bologna per la sua origine natia. Il Bologna oltre ad essere stato un eccellente pittore fu anche decoratore e architetto. Collaborò con Giulio Romano di cui ne era allievo prediletto, nella decorazione del magnifico Palazzo Te a Mantova, scrigno del raffinato ed elegante “Manierismo” in cui sono racchiusi capolavori magnificenti. Tra le più significative opere de “Il Bologna” vanno ancora ricordate “Il rapimento di Elena” conservato a Londra, proprietà Sabin e appunto “Ulisse e Penelope” custodita a New York, nella collezione Wildenstein.

 

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